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Intestino pigro

Cos’è?

L’intestino pigro è un disturbo caratterizzato da un rallentamento del transito intestinale, cui consegue un’inevitabile difficoltà di evacuazione che diventa scarsa e irregolare, portando alla comparsa di una sintomatologia piuttosto fastidiosa per il paziente.

Generalmente l’ intestino pigro non è considerato una patologia, ma piuttosto una condizione che si può manifestare in maniera:

  • occasionale, cioè presentandosi in determinate circostanze;
  • acuta, come può accadere a seguito di assunzione di farmaci;
  • cronica, quando la condizione si protrae nel tempo.

Quali sono le cause?

Alla base del disturbo troviamo diverse cause: abitudini alimentari scorrettefattori fisiologici fino ad arrivare a condizioni patologiche che interessano l’intestino. E’ una condizione che può interessare qualsiasi individuo, anche se il sesso femminile è particolarmente suscettibile a questo disturbo a causa di fattori anatomici e funzionali che ne favoriscono la comparsa, come cambiamenti ormonali o gravidanze. Anche gli anziani, a causa del processo di invecchiamento, accusano frequentemente rallentamenti del transito intestinale e stitichezza. In linea generale, l’intestino pigro è causato da:

  • alimentazione scorretta e insufficiente apporto di acqua all’organismo;
  • condizioni di stress psicofisico;
  • vita sedentaria e/o stile di vita sregolato;
  • patologie del tratto enterico, ad esempio sindrome del colon irritabile;
  • alterazioni della flora batterica intestinale;
  • assunzione o abuso di alcuni tipi di farmaci, ad esempio farmaci antidepressivi, antiacidi;
  • cambiamenti ormonali.

Quali sono i sintomi?

tipici sintomi associati al disturbo dell’intestino pigro sono:

  • gonfiore addominale;
  • transito intestinale difficile;
  • meteorismo (quantità eccessiva di gas nel tubo digerente);
  • dolore durante l’evacuazione;
  • feci disidratate;
  • stipsi o stitichezza;
  • sensazione di nausea e di pienezza;
  • sensazione di svuotamento incompleto dopo l’evacuazione.

In alcuni casi, il disturbo potrebbe comportare anche la comparsa di cistiti, causate da alcuni batteri che dall’intestino si trasferiscono nella vescica, scatenando l’infezione. Sottovalutare la sintomatologia del disturbo potrebbe favorire l’insorgenza di ulteriori problemi come le emorroidi sanguinanti e le ragadi anali.

Prevenzione e stile di vita

Giocano un ruolo importantissimo le fibre, in termini di quantità e qualità; alcune fibre infatti richiamano più acqua e facilitano il movimento intestinale. Può essere di aiuto, per stimolare il movimento, consumare al mattino kiwi, pera matura, crusca o porridge d’avena. Non vanno poi trascurati i legumi; chi soffre di gonfiore, è bene preferisca i decorticati.

Fondamentale bere acqua, circa un litro e mezzo al giorno. Paradossalmente mangiare tanta verdura e bere poca acqua anziché facilitare il movimento intestinale, fa proprio l’opposto.

È bene poi dedicarsi a una regolare attività fisica che stimola e smuove l’intestino.

Rimedi

Parallelamente all’adozione di uno stile di vita sano, l’utilizzo di alcuni rimedi naturali e integratori, in grado di ripristinare i ritmi fisiologici del transito intestinale, può rappresentare un valido aiuto. Sono consigliati rimedi a base di:

Psyllium: La fibra di psyllium agisce assorbendo grandi quantità di acqua, il che rende più voluminose e morbide le feci. Questo effetto è dovuto alla presenza di mucillagini nella cuticola, e tale fibra può essere un ottimo rimedio naturale per la stitichezza occasionale e cronica. La fibra viene fermentata in modo parziale dai batteri residenti nel colon e questo aiuta a non provocare eccessivo gonfiore intestinale. Inoltre attribuiamo a tale fibra un’azione prebiotica: aderendo alla parete della mucosa intestinale, determina il “substrato nutrizionale ideale” per una efficace azione prebiotica sulla microflora.

Fermenti lattici probiotici: regolano la funzionalità intestinale, stimolando la crescita e l’attività della flora batterica.

Se necessario, possono essere utilizzati i lassativi osmotici che aumentano la massa fecale e la peristalsi intestinale (lattulosio, macrogol, sali di magnesio, tamarindo).

Consigli

La posizione più fisiologica per andare di corpo è quella che si assume quando si utilizzano i bagni alla turca. Stare seduti sul water per molto tempo infatti, a lungo andare può essere dannoso, perché la forza di gravità spinge sul pavimento pelvico, con il rischio di problemi anche importanti, che vanno dalle emorroidi ai prolassi.

Occorre dunque evitare di passare molto tempo seduti sul water ed educare in questo senso anche i bambini, fin da piccoli.

Un altro aspetto su cui è importante fare educazione, a partire dai bambini, è quello di non vergognarsi se bisogna andare in bagno. È importante infatti assecondare lo stimolo quando si presenta. I bambini invece, spesso fanno fatica ad andare in bagno a scuola e aspettano di tornare a casa, ma una volta rientrati magari lo stimolo è passato. Il rischio è che trascorrano diversi giorni e che si formino fecalomi (ammasso di feci dure), un intoppo che può causare ragadi, dolore, ulteriore difficoltà ad andare di corpo, con l’instaurarsi di un circolo vizioso che può portare a stitichezza e a un rapporto conflittuale con la defecazione.

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